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Imagining Resistance. Actions, Methods, and Technologies of Protest

Convegno internazionale a cura di Martina Misia, Stefano Mudu, Andrea Pitozzi e Giuseppe Previtali

Università degli Studi di Bergamo

12-13 marzo 2026

Sin dal XIX secolo, la protesta collettiva è stata una delle forme più visibili e incisive del dissenso politico. Dagli scioperi operai alle marce femministe, dalle lotte anticoloniali alle rivolte studentesche e ai movimenti ecologisti contemporanei, l’atto di scendere in piazza – o di occupare altri spazi, simbolici e reali – ha plasmato in profondità l’immaginario politico moderno e contemporaneo. Le proteste non si limitano a esprimere rivendicazioni di giustizia, uguaglianza o riconoscimento, ma danno anche origine a nuove forme di azione collettiva, producendo repertori estetici inediti e mobilitando tecnologie e dispositivi che ridefiniscono i modi in cui il dissenso viene reso visibile, mediato, ricordato e inscritto nella narrazione storica. In questo senso, la protesta rappresenta tanto un fenomeno culturale ed estetico quanto intrinsecamente politico. 

L’eterogeneità delle forme di dissenso ci invita a ripensare le categorie interpretative attraverso le quali comprendiamo le manifestazioni di resistenza, mettendo in luce affinità e differenze tra le molteplici modalità in cui esse si esprimono. In questa prospettiva, la conferenza internazionale Imagining Resistance intende promuovere un’ampia riflessione sulle pratiche espressive della protesta e sulle diverse forme di resistenza da essa generate. Concentrandosi sui modi in cui oggi l’azione politica viene pensata, discussa e performata collettivamente, il convegno si propone di indagare la protesta come un laboratorio di contro-potere, non necessariamente legato a un esito rivoluzionario, ovvero come uno sforzo collettivo volto a immaginare alternative ai regimi estetici e politici dominanti.

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